
Un tale stato di cose, non è che risultato dell’assenza di spiritualità, congiunta alla perdita di autonomia, di autosufficienza e indipendenza culturale e, più in generale, di quella autentica libertà che trasforma in civile una società devastata dalla barbarie.
Abbiamo mercificato le nostre originarie responsabilità individuali, rinunciando agli indispensabili parametri di riferimento, in cambio di subdole dipendenze, effimera vanità e quotidiana trasgressione. Ci hanno spacciato licenza per libertà, e omologazione per benessere, e tutto questo si è tradotto in paura, incertezza e frustrazione. La paura, coincide con la perdita della speranza e con l’impossibilità di intravedere un futuro. Questo perché, l’uomo tecnologico si è trasformato in un idolatra, in perpetua adorazione di un mondo che ha mitizzato vergogne, menzogne e infamia, a fronte di paura e schiavitù.
Solo se saremmo in grado di riaffermare la nostra autonomia, se saremo capaci di non delegare ad alcuno le nostre aspettative di felicità, le nostre speranze, se torneremo a gestire noi stessi le nostre capacità, se saremo fino in fondo meravigliosamnete disubbidienti, se scacceremo gli stregoni del mercato, gli stregoni del lavoro, gli stregoni della conoscenza e della medicina, potremo liberarci dalla paura e tornare a ricostruire comunità di uomini liberi.