..............................................................................................................L' azione diretta è figlia della ragione e della ribellione

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domenica 30 aprile 2017

1° Maggio 2017: ricordiamo i martiri di Chicago

“Raccogliamoci, noi demolitori, noi gl’incendiari del Vecchio mondo pestilente.
Prima uno, poi otto .... quelli di Chicago, quindi molti ..... Sono sementa che come grano, fecondato col fumo, e che non aspetta molto tempo per dare i suoi frutti.
Riuniamoci; essi. dall'alto della loro forca
hanno aperto l’orizzonte della nuova era anarchica. Celebriamo l’anniversario di questi morti gloriosi. Colui che combatte per la libertà, salva i molti, coloro che muoiono per essa aprono una breccia nel cuore della vecchia e maledetta bastiglia.
 Le parole servono a poco, i fatti soltanto danno consistenza! Chi è capace di raggiungere la gloria di questi martiri della giustizia borghese?
Tutto il nostro amore verso l’umanità. Torna odio per l’oppressione; l'odio soltanto è abbastanza potente per calmarla; odio a tutto ciò che è sommissione per gli uomini, che gli rende istrumenti di macello. o immensità di dolori e di miserie.
Si, celebriamo la loro morte! La morte apre il cammino. É semenza pei giorni tumultuosi che attraversiamo.
L’ora delle battaglie eroiche è giunta. Salute ai giustizieri! Salute ai martiri!
Noialtri che tanto bene comprendiamo cos’è giustizia egualitaria, che domandiamo il benessere di tutti, dobbiamo mantener vivo e nutrito il fuoco delle battaglie contro la società capitalista.
ed essa. si sfascerà il giorno tanto desiderato che sarà chiamata a rendere i conti; ed allora l’umanità sarà libera.
In quel momento nessuna defezione codarda avvenga, nessuna vendetta personale, come nessuna oscillazione o debolezza nella lotta; e vedremo spuntar l'alba della redenzione di tutti gli oppressi”.
Louis Michel.


È curioso il fatto che il Primo Maggio sia la festa del lavoro? No, non è curioso, è terribilmente normale, anzi, normalizzato, mutato a tarallucci e vino, trasformato in qualcosa di completamente diverso. Lo stato è abilissimo a voltare le frittate a proprio vantaggio. Un'istanza eminentemente anarchica che passa attraverso i violenti filtri del sistema può avere vari destini: rimanere nascosta, essere presentata con un volto violento, oppure diventare strumento dell'autoreferenza padronale. Per il Primo Maggio non è bastato un solo filtro, tutte e tre le strategie di filtraggio sono state applicate, e ciò che ne è uscito fuori è un falso ideologico pro-patria, un teatrino, una festa-fiera appunto.
Il martirio degli anarchici di Chicago è stato confinato nella sezione censura (primo filtro) o relegato nelle stanze degli addetti ai lavori, dove si rinchiudono anche le vicende legate alle lotte operaie, abilmente criminalizzate tutte le volte che sono state portate avanti dagli anarchici (secondo filtro), come in questo caso, negli USA del XIX secolo. Condannati a morte perché anarchici e animatori delle lotte per le otto ore, gli anarchici di Chicago oggi sono diventati cantanti in piazza. Ma ciò che sfugge di più è la logica originaria delle cose: a Chicago, come a New York e in altre città, quella degli operai non era stata una lotta per il lavoro, ma contro il lavoro, contro lo sfruttamento, contro il ricatto padronale, contro l'ingiustizia del sistema schiavista. E queste cose sono ben lungi dall'essere state abolite, al contrario, il regime continua a propagare il suo verbo biforcuto attraverso una ricorrenza festosa che inneggia al lavoro salariato, allo schiavismo, allo sfruttamento padronale, complici i sindacati che fingono e fungono da cuscinetto ammortizzatore e sfogatoi.
Se in origine l'abbassamento dell'orario lavorativo rappresentava il primo passo verso la progressiva liberazione dalle catene, oggi il regime fa l'apologia di quelle catene spacciandole per libertà e diritto. Tutti contenti, è festa. Ma gli anarchici non dimenticano questi uomini condannati a morte in un processo farsa, ma neppure le 600 donne in sciopero, e gli altri 50 mila lavoratori, e i 25 mila convenuti all'assemblea della Central Labor Union, tutti uniti per cominciare a prendersi qualche ora di libertà dalla schiavitù del lavoro. Ci sono riusciti, ma ci avevano anche detto 'ora continuate voi, finché a queste barbare catene non verranno sostituite da un sistema umano e libero di vivere e di operare'. Questo ci avevano detto. Invece qualcuno ha voluto che queste catene vengano oggi festeggiate. Noi non festeggiamo e continuiamo a lottare per l'emancipazione dalla schiavitù. Domani è il 1° maggio … ricordiamo i martiri di Chicago!