Anche quest’anno il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria.
Come ogni anno, la memoria europea si concentra su un evento che
pur essendo di enorme importanza non è il solo Olocausto della storia. Si
ricordano le sofferenze degli ebrei (e molto, molto meno le sofferenze subite
dagli zingari, dagli omosessuali, dai prigionieri politici anch’essi/e rinchiusi/e
nei vari campi di concentramento nazisti e fascisti), mentre non c’è una
giornata dedicata a ricordare, per esempio, le sofferenze immense e prolungate
degli africani, la tratta dei neri e lo schiavismo.
Non si parla delle grandi ondate di sterminio razzista: dello
sterminio dei quattro quinti della popolazione indigena del Sud America da parte
dei colonizzatori spagnoli. Del genocidio perfetto delle popolazioni indigene
del Nord America. Non si parla del fatto che i colonizzatori inglesi del
continente australiano fino a settant’anni fa potevano legalmente uccidere a
fucilate un aborigeno. Non si parla delle vittime dell’inquisizione.
Ricordare l’Olocausto degli ebrei dovrebbe significare anche
rinnovare la memoria di tutti coloro che, in ogni continente, hanno subito la
violenza della razza sterminatrice, bianca, cristiana e occidentale.
Ricordare l’Olocausto dovrebbe significare onorare la memoria di
coloro che sono stati vittime di genocidio.
Quindi dopo il genocidio di Gaza chiunque intenda celebrare
(come è giusto fare) il giorno della memoria, deve ricordare che Hitler non è
che uno dei tanti sterminatori di cui la storia moderna è gremita, e che
Netanyahu è un antisemita come fu Hitler.
Nel suo Discorso sul colonialismo del 1951 Aimé Césaire
scriveva:
Quel che gli europei non perdonano a Hitler non è il crimine in
sé, il crimine contro l’umanità, l’umiliazione dell’umano in sé, ma il crimine
contro l’uomo bianco, l’umiliazione dell’uomo bianco. Quel che non si perdona a
Hitler è il fatto di avere applicato in Europa le tecniche coloniali accettate
con gli arabi in Algeria, i coolies dell’India e i neri dell’Africa.
La Giornata della Memoria è un’impostura occidentalista, direi
che sei milioni di ebrei uccisi dal nazismo hanno lo stesso valore dei non
sappiamo quanti milioni di africani uccisi, deportati e violentati dai bianchi
schiavisti portoghesi inglesi e americani.
Hanno lo stesso valore dei milioni di indigeni del centro e del
sud America sterminati dai colonizzatori europei.
Hanno lo stesso valore dei milioni di pellerossa massacrati dagli
yenkees americani.
Hanno lo stesso valore dei milioni di palestinesi che Israele ha
cacciato, depredato, umiliato, incarcerato torturato e sterminato.
Hanno lo stesso valore degli africani uccisi dai militari
schiavisti al servizio di Leopoldo re del Belgio, che secondo Mark Twain furono
dieci milioni, e a cui nessuno ha dedicato un Museo della Memoria.