Circola ampiamente in rete un
documento in quaranta punti che sintetizza le richieste fondamentali del
movimento dei Gilets Gialli. Non sappiamo quanto la sua stesura abbia coinvolto
le strutture di questo movimento o quanto sia effettivamente condiviso
dall’interezza dei comitati territoriali dei gilets. In ogni caso ci pare
condensi alcuni dei nodi fondamentali che fanno da leva alla rivolta.
Per questo ci sembra un documento
utile alla comprensione del fenomeno e pertanto lo riportiamo di seguito
integralmente. Anche nei suoi aspetti più delicati e soggetti a opzioni
conservative, come la questione della regolazione dei flussi migratori o quella
della sicurezza pubblica, questa carta rappresenta, ci sembra, prima di tutto
una reazione alla crisi della civiltà neoliberista e al trentennio di
devastazione da questa procurato. Una risposta che passa certo anche per forme
che rinnovano una fiducia nello Stato e nella comunità nazionale, ma c’è una dialettica
aperta attivata dalla movimentazione sociale e dedicarsi a grandi affreschi per
denunciare le contraddizioni in seno a questo movimento sarebbe un passatempo
fin troppo scontato. I temi della lotta contro il caro-vita, per il potere del
salario, per il diritto alla mobilità, per il reddito diretto e indiretto, per
le tutele sociali, la questione dell’ecologismo, della fiscalità e dell’uso del
denaro pubblico restano comunque nodi inaggirabili su cui linee in conflitto si
possono scontrare ma che non possono evitare nel determinare il destino
politico di queste risposte alla crisi.

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• Eliminazione del crescente
fenomeno dei senzatetto con una lotta senza quartiere alla povertà.
• Più progressività nelle imposte
sul reddito, vale a dire più scaglioni.
• SMIC (il salario minimo
francese) a 1.300 euro netti.
• Promozione delle piccole
imprese nei villaggi e nei centri urbani. Fermare la costruzione di grandi aree
commerciali intorno alle principali città che uccidono le piccole imprese. Più
parcheggi gratuiti nei centri urbani.
• Ampio piano di isolamento
termico delle abitazioni per promuovere interventi ecologici facendo al
contempo risparmiare le famiglie.
• Tasse: che i grandi (McDonald,
Google, Amazon, Carrefour, ecc.) paghino TANTO e i piccoli (artigiani, piccole
imprese) poco.
• Lo stesso sistema di sicurezza
sociale per tutti (compresi gli artigiani e le partite IVA). Fine della RSI
(piano sociale per i lavoratori indipendenti).
• Il sistema pensionistico deve
rimanere solidale e quindi socializzato. Nessun pensionamento a punti (In
Francia è stata introdotta una riforma del sistema pensionistico che prevede il
calcolo in base a un sistema di punti. Ogni anno l'importo dei contributi
versati in relazione ad uno stipendio o ad un reddito di riferimento viene
convertito in punti, a seconda del valore di acquisto unitario del punto
applicabile all'esercizio in questione).
• Fine dell'aumento delle tasse
sul carburante.
• Nessuna pensione inferiore a
1.200 euro.
• Qualsiasi rappresentante eletto
avrà diritto al salario medio. Le spese di trasporto saranno monitorate e
rimborsate se giustificate. Diritto al buono per il ristorante e ai chèque-vacances
(simili ai ticket usati da noi come retribuzioni).
• I salari di tutti i francesi,
nonché delle pensioni e delle indennità devono essere indicizzati e adeguati
all'inflazione (tipo la nostra vecchia scala mobile: alla perdita del potere
d’acquisto dei salari aumentano gli stessi).
• Proteggere l'industria
francese: proibire le delocalizzazioni. Proteggere il nostro settore
industriale vuol dire proteggere il nostro know-how e il nostro lavoro.
• Fine del lavoro distaccato. È
anormale che una persona che lavora in territorio francese non benefici dello
stesso stipendio e degli stessi diritti. Chiunque sia autorizzato a lavorare in
territorio francese deve essere alla pari con un cittadino francese e il suo
datore di lavoro deve contribuire allo stesso livello di un datore di lavoro
francese.
• Per la stabilità del lavoro:
limitare ulteriormente il numero di contratti a tempo determinato per le grandi
aziende. Vogliamo più CDI (contratti a tempo indeterminato).
• Fine del CICE (Credito
d'imposta per la competitività e l'occupazione). Usare questi soldi per il
lancio di un'industria automobilistica francese a idrogeno (che è veramente
rispettosa dell'ambiente, a differenza della macchina elettrica).
• Fine della politica di
austerità. Smettiamo di rimborsare gli interessi sul debito dichiarati
illegittimi e iniziamo a rimborsare il debito senza prendere i soldi dai poveri
e dai meno poveri, ma perseguendo gli $80 miliardi di evasione fiscale.
• Affrontare le cause della
migrazione forzata.
• I richiedenti asilo siano
trattati bene. Dobbiamo loro alloggio, sicurezza, cibo e istruzione per i
minori. Collaborare con l'ONU affinché i campi di accoglienza siano aperti in
molti Paesi del mondo, in attesa dell'esito della domanda di asilo.
• Che i richiedenti asilo respinti
siano rinviati al loro Paese di origine.
• Che sia implementata una vera
politica di integrazione. Vivere in Francia significa diventare francese (corso
di francese, corso di storia francese e corso di educazione civica con
certificazione alla fine del corso).
• Salario massimo fissato a
15.000 euro.
• Creare lavoro per i
disoccupati.
• Aumento dei fondi per i
disabili.
• Limitazione degli affitti.
Alloggi in affitto a costi più moderati (soprattutto per studenti e lavoratori
precari).
• Divieto di vendere le proprietà
appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, ecc.)
• Mezzi adeguati concessi al
sistema giudiziario, alla polizia, alla gendarmeria e all'esercito. Che gli
straordinari delle forze dell'ordine siano pagati o recuperati.
• Tutto il denaro guadagnato dai
pedaggi autostradali sarà utilizzato per la manutenzione di autostrade e strade
in Francia e per la sicurezza stradale.
• Il prezzo del gas e
dell'elettricità sono aumentati in seguito alle privatizzazioni, vogliamo
quindi che siano nuovamente nazionalizzati gli enti gestori e che i prezzi
scendano in modo significativo.
• Cessazione immediata della
chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e degli asili
nido.
• Pensare al benessere dei nostri anziani. Divieto di fare soldi sugli anziani.
L'era dell’oro grigio è finita. Inizia l'era del benessere grigio.
• Massimo 25 studenti per classe
dalla scuola materna alla dodicesima classe.
• Risorse adeguate destinate alla
psichiatria.
• Il referendum popolare deve
entrare nella Costituzione. Creare un sito leggibile ed efficace, sotto la
supervisione di un organismo di controllo indipendente in cui le persone
possano presentare una proposta di legge. Se questo disegno di legge ottiene
700.000 firme, questo disegno di legge dovrà essere discusso, completato e
modificato dall'Assemblea Nazionale, che avrà l'obbligo (un anno dopo il giorno
in cui sono state ottenute le 700.000 firme) di inviarlo al voto di tutti i
francesi.
• Ritorno a un termine di 7 anni
di mandato per il Presidente della Repubblica. L'elezione dei deputati a due
anni dall'elezione del Presidente della Repubblica ha permesso di inviare un segnale
positivo o negativo al Presidente della Repubblica sulla sua politica. Ha
aiutato a far sentire la voce della gente.
• Pensionamento a 60 anni e per
tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per
esempio) diritto alla pensione a 55 anni.
• Un bambino di 6 anni non si
mantiene solo, continuazione del sistema di aiuto PAJEMPLOI (servizio sociale
dedicato all’infanzia attualmente valido fino ai 6 anni di età) fino a quando
il bambino ha 10 anni.
• Promuovere il trasporto di
merci su rotaia.
• Nessuna prelievo alla fonte.
• Fine delle indennità
presidenziali a vita.
• Vietare ai commercianti di
pagare una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito. Tassa
sull'olio combustibile marino e sul cherosene.