
L'immagine che si presenta è incredibile: I due afroamericani hanno una mano coperta con un guanto nero, portano una coccarda nera. ai piedi non hanno scarpe, ma indossano soltanto i "pimp socks", i calzini neri che nello slang dei ghetti hanno un significato di protesta. Ognuno ha con sé una sola calzatura, che posa sul gradino del podio.



Quel 16 ottobre lo dovettero ascoltare senza poterci fare nulla, perchè parlava coi gesti, in mondovisione. Lo espulsero assieme a Carlos. E resero a entrambi la vita complicata. Fuori dalle piste John Carlos finì per perdersi: la moglie suicida, lui professionista del football, poi allenatore, impiegato a Los Angeles '84, ma senza il retroterra di Smith. Si persero di vista. Quando lo arrestarono per possesso di coca, nell' 86, Carlos era disoccupato da un anno. Ma non fu facile neppure per Tommie. Per sfruttare le due lauree educazione fisica e sociologia dello sport . se ne andò nell'Oregon perchè in California "ancora mi ostacolano", dichiarò avvilito. Quel pugno chiuso guantato gli aveva messo contro l' America e la moglie: andarono in frantumi la sua immagine e il suo matrimonio. L' Fbi lo tenne sotto controllo. Persino più avanti si è spinto Lee Evans, che a Mexico City, il giorno successivo, imitò il gesto dei compagni. Anche lui scalzo, il pugno alzato sulle ultime note dell' inno americano e sul capo, che non si scoprì, il basco delle Pantere nere.
Sei mesi prima a Memphis era stato assassinato Martin Luther King, il movimento dei diritti civili non aveva fatto molta strada nel tentativo di eliminare le ingiustizie subite dai neri d’America, e per attirare l'attenzione pubblica sulla questione, verso la fine del 1967, alcuni atleti neri avevano dato vita all’Olympic Project for Human Rights, OPHR, con il fine di organizzare un boicottaggio delle olimpiadi che si sarebbero tenute l’anno seguente a Città del Messico. non volevano essere i cavalli da corsa dei bianchi, chiedevano allenatori neri da aggregare alla squadra americana, contestavano la riammissione del Sud Africa razzista nella famiglia dei cinque cerchi. Nella primavera del '67 Muhammad Ali aveva rifiutato l'arruolamento nell'esercito per motivi di coscienza, vedendosi strappare la corona dei pesi massimi. Kareem Abdul Jabbar, che all'epoca era ancora un cestista universitario chiamato Lew Alcindor, rinunciò a un posto nella nazionale olimpica ma alla fine la proposta di boicottaggio non passò.

Pantere Nere o Black Panther Party è stata una storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana degli Stati Uniti. Nata alla fine degli anni sessanta, l'organizzazione divenne famosa nella scena politica nazionale statunitense ottenendo anche una notevole considerazione all'estero, fino a quando, a causa di divisioni interne e repressione da parte del governo, cominciò la sua parabola discendente. Il simbolo, la pantera nera, deriva dalla preesistente "Organizzazione per la libertà della contea di Lowndes", in seno alla quale i membri del futuro Black Panther Party iniziarono a organizzarsi politicamente. L'organizzazione fu fondata ufficialmente a Oakland (California) nel 1966, per iniziativa di due ex-compagni di scuola, Huey P. Newton e Bobby Seale. L'obiettivo dei due era di sviluppare ulteriormente il movimento di liberazione degli afroamericani fino ad allora pesantemente discriminati, socialmente, politicamente e legislativamente. Il movimento di liberazione stava conoscendo negli anni sessanta un rapido sviluppo grazie all'opera di attivisti come Malcolm X e Martin Luther King.
La peculiarità delle Pantere fu quella di rifiutare le istanze nonviolente e integrazioniste di King, a loro avviso inefficaci e addirittura motivate da una nascosta collusione con le strutture di potere dei bianchi. Al principio della nonviolenza le Pantere sostituirono quello dell'autodifesa (self-defence) come strumento di lotta fondamentale. In particolare cominciarono a praticare il "Patrolling". Questo consisteva nel pattugliare, tenendo sempre le armi in bella vista, le azioni della polizia, in modo da condizionarne l'operato, impedendo che questa abusasse del suo potere contro le persone di colore che fermava. Altra peculiarità del Black Panther Party fu la lettura della discriminazione dei neri all'interno di un'ottica di lotta di classe, e quindi di opposizione alla struttura capitalistica della società statunitense.
Il partito nacque sulla base di dieci punti programmatici (il ten point plan, "piano dei dieci punti"). Questi punti erano così descritti nello statuto dell'organizzazione:
- Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
- Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
- Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell'uomo bianco
- Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani
- Vogliamo per la nostra gente un'istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un'istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale
- Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare
- Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell'assassinio della gente nera
- Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali
- Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti
- Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace