I
punti, i nodi, i focolai di resistenza sono disseminati nel tempo e nello spazio
con minore o maggiore densità, a volte modellano gruppi o individui in modo definitivo,
accendono punti del corpo, momenti della vita, tipi di comportamento. Grandi rotture
radicali, grandi divisioni binarie o massicce.
A volte. Ma più spesso abbiamo a che fare con punti di resistenza mobili
e transitori, che introducono nella società sfaldature mobili, che rompono unità
e producono raggruppamenti, che traversano gli individui stessi, ritagliandoli e
rimodellandoli, e tracciano in loro, nel loro corpo e nella loro anima, regimi irriducibili.
Proprio come la rete di relazioni di potere finisce per formare un tessuto spesso
che attraversa i dispositivi e le istituzioni, senza localizzarsi precisamente in
esse, allo stesso modo il disseminarsi dei punti di resistenza attraverso le stratificazioni
sociali e le unità individuali. La codificazione strategica di questi punti di resistenza
è ciò che rende possibile una rivoluzione.
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sabato 13 febbraio 2021
Ciò che rende possibile una rivoluzione
lunedì 8 febbraio 2021
Gruppi Anarchici di Azione Proletaria (GAAP)
Un regime di larga democrazia, pur senza farci alcuna
illusione circa la sua portata e il suo significato sociale, costituisce attualmente
in Italia la sola garanzia possibile contro l'instaurazione di un regime dittatoriale
e totalitario da chiunque postulato. Il Movimento Libertario non può quindi restare
indifferente di fronte alla realizzazione o meno di un tale regime in italia, né
può astenersi dal partecipare con tutte le sue forze e in ogni forma possibile alla
difesa e al consolidamento delle libertà di fatto finora acquisite.
Si schiuderanno allora nuove possibilità alla lotta di
liberazione degli oppressi dei vinti degli sfruttati di tutta la terra. Compito
del Movimento Libertario è di trovarsi in condizioni, quando queste circostanze
si presenteranno, di assolvere con le maggiori
probabilità di successo la sua funzione rivoluzionaria.
Compito prerivoluzionario del Movimento Libertario in
Italia è oggi di cooperare alla instaurazione e al consolidamento di un regime di
democrazia largamente decentrata con la realizzazione delle maggiori libertà possibili.
mercoledì 3 febbraio 2021
L’uomo fa parte della natura
L'uomo corazzato, bloccato nella sua rigidità
meccanicista, produce dei pensieri meccanicisti, crea degli utensili
meccanicisti e si fa un'idea meccanicista della natura. L'uomo corazzato che
nonostante la rigidità biologica sente, senza comprenderle, le emozioni
orgonotiche del proprio corpo, è un mistico. Non s’interessa alle cose
materiali ma a quelle spirituali. Elabora un'ideologia mistica, soprannaturale
della natura.
L'uomo meccanicista e l'uomo mistico si muovono entrambi
all'interno dei limiti e delle leggi mentali della loro civiltà piazzata sotto
il segno di un confuso mescolarsi di macchine e di entità divine.
Non nego affatto l'esistenza di una vita psicologica
inconscia perversa. Ai miei occhi, tuttavia, l'uomo fa parte del resto della
natura. per questo la sua cattiveria s'integra in un sistema funzionale più
vasto. Come tutte le altre funzioni più naturali, questo sistema ha un origine,
una ragione, un fine. Poco importa sapere se l'uomo è profondamente buono o
cattivo. La teologia morale non fa parte dei nostri obiettivi. Ci interessa,
invece, il posto dell'uomo con le sue pulsioni buone e cattive nella natura
tutta intera di cui esso è un frammento.
Quel che ci anima è il desiderio di conoscere le
particolarità della regione nella quale contiamo montare le nostre tende
scientifiche.
giovedì 28 gennaio 2021
Il linguaggio della menzogna
I giornali, la radio, la televisione
sono i veicoli più grossolani della menzogna, non solo perché allontanano dai veri
problemi, dal “come vivere meglio?” che si pone concretamente ogni giorno, ma perché
costringono gli individui ad identificarsi con immagini ben fatte, a porsi astrattamente
al posto di un capo di stato, di una vedette, di un assassino, di una vittima, a
reagire come altro da sé. Le immagini che ci dominano sono il trionfo di tutto ciò
che non siamo e di tutto ciò che ci allontana da noi stessi; di ciò che ci trasforma
in oggetti destinati unicamente ad essere classificati, etichettati, gerarchizzati
secondo i parametri del sistema della merce universalizzata.
Esiste un linguaggio al servizio
del potere gerarchico. Esso non alligna solamente nell’informazione, nella pubblicità,
nel senso comune, nelle abitudini, nei gesti condizionati, ma è presente anche in
tutti i discorsi che non preparano la rivoluzione della vita quotidiana, in tutti
i discorsi che non sono posti al servizio dei nostri piaceri.
Il sistema mercantile impone
le sue rappresentazioni, le sue immagini, il suo senso, il suo linguaggio. Questo
tutte le volte che si lavora per lui, quindi per la maggior parte del tempo. L’insieme
d’idee, di immagini di identificazioni, di condotte determinate dalla necessità
di accumulazione e di riproduzione della merce costituisce lo spettacolo in cui
ciascuno recita ciò che non vive realmente e vive falsamente ciò che non è. Perciò
il ruolo è una menzogna vivente, e la sopravvivenza una maledizione senza fine.
Lo spettacolo (ideologie,
cultura, arte, ruoli, immagini, rappresentazioni, parole-merci) è l’insieme delle
condotte sociali mediante le quali gli uomini entrano a far parte del sistema mercantile.
Partecipare questa farsa significa rinunciare a se stessi, ridursi a meri oggetti
di sopravvivenza (merci), e rinviare per l’eternità il piacere di vivere concretamente
per se stessi e di costruire liberamente la propria vita quotidiana.
Noi siamo per una società
dove il diritto di comunicazione reale apparterrà a tutti, dove ognuno potrà far
conoscere i propri desideri e i propri interessi avendo a sua completa disposizione
tutte le tecniche (stampa, telecomunicazioni, internet …), dove la costruzione di
una vita appassionante eliminerà per sempre la necessità dei ruoli e la costrizione
di dover dare maggior importanza all’apparenza piuttosto che al vissuto autentico.
mercoledì 20 gennaio 2021
Noi non vogliamo una scuola in cui si impara a sopravvivere
Noi non vogliamo più una scuola
in cui s’impara a sopravvivere disimparando a vivere. La maggior parte degli uomini
non sono stati altro che animali spiritualizzati, capaci di promuovere una tecnologia
al servizio dei loro interessi predatori ma incapaci di affinare umanamente la vita
e raggiungere così la propria specificità di uomo, di donna, di fanciullo. Al termine
di una corsa frenetica verso il profitto, i topi in tuta e in giacca e cravatta
scoprono che non resta più che una misera porzione del formaggio terrestre che hanno
rosicchiato da ogni lato. Dovranno progredire nel deperimento, o operare una mutazione
che li renderà umani.
E’ tempo che il memento vivere
prenda il posto del memento mori che bollava le conoscenze sotto il pretesto che
niente è mai acquisito.
Ci siamo lasciati troppo a
lungo persuadere che non c’era da attendere altro dalla sorte comune che la decadenza
e la morte. É una visione da vegliardi prematuri, da golden boys caduti in senilità
precoce perché hanno preferito il denaro all’infanzia. Che questi fantasmi di un
presente coniugato al passato cessino di occultare la volontà di vivere che cerca
in ciascuno di noi la via della sua sovranità!
Per spezzare l’oppressione,
la miseria, lo sfruttamento, non basta più una sovversione avvelenata dai valori
morti che essa combatte. É venuta l’ora di scommettere sulla passione incomprimibile
di ciò che è vivo, dell’amore, della conoscenza, dell’avventura che chiunque abbia
deciso di crearsi secondo la sua “linea di cuore” inaugura ad ogni istante.
La società nuova comincia
dove comincia l’apprendistato di una vita onnipresente. Una vita da percepire e
da comprendere nel minerale, nel vegetale, nell’animale, regni da cui l’uomo deriva
e che porta in sé con tanta incoscienza e disprezzo. Ma anche una vita fondata sulla
creatività, non sul lavoro; sull’autenticità, non sull’apparire; sull’esuberanza
dei desideri, non sui meccanismi di rimozione e di sfogo. Una vita spogliata della
paura, dell’obbligo, del senso di colpa, dello scambio, della dipendenza.
Perché essa coniuga inseparabilmente
la coscienza e il godimento di sé e del mondo.
venerdì 15 gennaio 2021
Lo sciopero generale, di Errico Malatesta
Ora continueremo... se il
governo e la borghesia si immaginano di aver vinto la rivoluzione e di averla domata;
s'accorgeranno un giorno quanto e mai è grande il loro errore... le occasioni possono
capitare quando uno meno se lo aspetta, bisogno stare pronti sempre.
lunedì 11 gennaio 2021
Fratelli Miei - Toro Seduto del popolo Sioux
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l'abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
Ogni seme si è svegliato.
E così anche tutta la vita animale.
E grazie a questo potere che noi esistiamo.
Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
Quando avrete abbattuto
l'ultimo albero
quando avrete pescato
l'ultimo pesce
quando avrete inquinato
l'ultimo fiume
allora vi accorgerete
che non si può
mangiare il denaro
È stato il Grande Spirito a porre qui la terra
e non possiamo venderla perché non ci appartiene.
Potete contare il vostro denaro
e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega
la testa
ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli
di sabbia
e i fili d'erba della nostra terra.
giovedì 7 gennaio 2021
Torino: un buon anno a chi lotta! Liber* tutt*
Non possiamo che
augurare un migliore 2021 alle nostre compagne e compagni che stanno subendo
pesanti restrizioni della loro libertà, per aver lottato tutti i giorni contro
il fascismo e contro il sistema che sta portando alla devastazione il pianeta
terra e le sue popolazioni, grande è il loro impegno e la loro determinazione.
Per la giornata
del 3 marzo 2012 quando i notav organizzarono un'iniziativa al casello
autostradale di Avigliana, facendo passare le auto senza pagare il pedaggio per
qualche minuto:
Dana condannata
a 2 anni di carcere, alle vallette ormai da più di tre mesi
Mattia B,
condannato a 2 anni sempre per lo stesso motivo, a cui si somma un altro anno
per gli scontri durante il g8 all’università di Torino nel 2009. Il tribunale
di sorveglianza gli ha concesso l’affido in prova come misura alternativa al
carcere comunque con numerose restrizioni.
Mattia M,
condannato ad 1 anno e otto mesi, a cui si sommano altri mesi, sempre per le
giornate di lotta durante il g8 all’università di Torino. Sta scontando la pena
agli arresti domiciliari.
Stella
condannata a 2 anni, anche lei sta scontando la pena ai domiciliari con tutte
le restrizioni del caso.
Francesca,
condannata ad un anno, affido in prova.
Maria Edgarda,
la nostra Eddi, invece è sottoposta alla Sorveglianza Speciale, in quanto
ritenuta socialmente pericolosa per aver preso parte alla rivoluzione del
popolo kurdo in Siria del Nord e per aver combattuto contro lo Stato Islamico!
Altre pesanti
misure contro le compagne e i compagni che hanno cacciato dall’università di
Torino i fascisti del fuan a febbraio 2020:
Nicola, Stefano
ed Eugenio sono agli arresti domiciliari già da 5 mesi.
Anna F, Jacopo,
Cecca, Maya, Daniele, subiscono il divieto dimora a Torino.
Costanza,
Jacopo, Niccolò, Anna Q, Marta, Robertina sottoposte all’obbligo di firma
Per la giornata
di lotta antifascista contro Casapound, nel febbraio
Stefanino invece
sta scontando 5 mesi agli arresti domiciliari per un’azione al cantiere Tav di
Chiomonte nel 2015.
Sempre per fatti
legati alle manifestazioni al cantiere tav, Letizia, Cecilia, Luca e Matteo
hanno il divieto di dimora a Giaglione e Chiomonte.
Altre decine di
compagni e compagne a Torino e in tutta Italia stanno subendo misure di questo
tipo per aver partecipato a lotte sociali, anche a tutt* loro va il nostro
saluto e la nostra solidarietà.
Questi numeri
dovrebbero far pensare a quanto il Tribunale e la Questura di Torino stiano
portando avanti una vera e propria campagna contro attivist* e militant* delle
lotte sociali. La politicizzazione di queste istituzioni è ormai senza più
veli.
Buon anno dunque
a chi lotta, a chi resiste e a chi è ristretto! Liber* tutt*!
(Tratto da infoaut.org)
mercoledì 6 gennaio 2021
L'obiettivo della rivoluzione di Michail Bakunin
L'obiettivo della rivoluzione
è l'estirpazione del principio di autorità, comunque esso si manifesti, sia esso
religioso, metafisico e dottrinario alla maniera borghese, o perfino rivoluzionario
alla maniera giacobina, perché non ci interessa che l'autorità si chiami Chiesa,
monarchia, Stato costituzionale, repubblica borghese, oppure dittatura rivoluzionaria.
La rivoluzione ha come scopo
la radicale dissoluzione di tutte le organizzazioni, e istituzioni religiose, politiche,
economiche attualmente esistenti, in modo tale che non rimanga pietra su pietra,
in Europa e nel resto del mondo, del presente ordine di cose fondato sulla proprietà,
sullo sfruttamento e sul dominio.
Noi intendiamo la rivoluzione
come un rivolgimento radicale, come la sostituzione di tutte senza eccezione le
forme della vita europea contemporanea con altre nuove, completamente opposte.
Noi vogliamo distruggere tutti
gli Stati e tutte le Chiese, con tutte le loro istituzioni e le loro leggi religiose,
politiche, finanziarie, giuridiche, poliziesche, educative, economiche e sociali,
cosicché milioni di esseri umani ingannati, tenuti in servitù, torturati, sfruttati,
possano respirare in completa libertà.
Ponendo l'esclusione assoluta
di ogni principio di autorità e di ragione di Stato, noi miriamo per conseguenza
all’abolizione delle classi, dei ceti, dei privilegi e di ogni specie di distinzione»
e quindi, ancora una volta, all' abolizione,alla dissoluzione e alla bancarotta
morale, politica, burocratica e giuridica dello Stato tutelare, trascendente, centralista,
doppione e alter ego della Chiesa.
domenica 3 gennaio 2021
La Libertà vista da Bakunin
Io posso dirmi e sentirmi
libero solo in presenza degli altri uomini ed in rapporto a loro. Io stesso
sono umano e libero soltanto nella misura in cui riconosco la libertà e
l’umanità di tutti gli uomini che mi circondano. Sono veramente libero solo
quando tutti gli esseri umani, uomini e donne, sono egualmente liberi. La
libertà di ogni individuo è infatti soltanto il riflesso della sua umanità. La
libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia
libertà, ne è al contrario la condizione necessaria e la conferma. Non divengo veramente
libero se non attraverso la libertà altrui, così che più numerosi sono gli
uomini liberi – e più profonda e più ampia è la loro libertà -, più estesa, più
profonda e più ampia diviene la mia libertà. Si realizza la libertà illimitata
di ognuno per mezzo della libertà di tutti. Confermata dalla libertà di tutti,
la mia libertà si estende all’infinito”.
Dunque la dimensione
positiva della libertà è eminentemente collettiva; il suo ruolo, però, consiste
nel potenziare la libertà individuale, non nell’indicare all’uomo le direzioni
e il senso ultimo della sua azione, la cui natura rimane irriducibilmente
soggettiva e perciò immune da ogni codificazione di senso proveniente da fonte
esterna. Di qui una delineazione radicale del rapporto tra libertà individuale
e contesto sociale, tra impulso esistenziale ed etica pubblica. Poiché,
infatti, “la libertà individuale e collettiva è l’unica creatrice dell’orine
umano”, ne deriva che da essa nasce “l’assoluto diritto di ogni uomo o donna
adulti di non cercare per le proprie azioni altre conferme che quelle della
propria coscienza e della propria ragione, di non determinarle che per mezzo
della propria volontà e di esserne quindi, prima di tutto responsabili solo
verso se stessi e poi nei confronti della società di cui fanno parte, ma solo
in quanto consentono liberamente di farne parte.







