Steve Biko nacque il 18 dicembre 1946 e fu un noto militante nella
lotta contro l'apartheid e lo sfruttamento della popolazione nera sudafricana e
appartenete al Black Consciousness Movement (BCM).
Nel 1972 fu espulso dall'università di Natal a causa della sua
militanza. Fu costretto quindi a rimanere nel distretto di King William's Town,
gli fu vietato di parlare in pubblico, scrivere o parlare con i giornalisti e
frequentare più di una persona alla volta. In più fu vietato a chiunque di
citare qualsiasi suo scritto.
Durante il suo soggiorno coatto nel distretto di King William's Town
iniziò a coinvolgere la popolazione nera e le altre minoranze etniche in
collettivi auto organizzati
Nonostante la repressione Biko e il BCM ebbero un ruolo fondamentale
nell'organizzazione della rivolta di Soweto del giugno 1976, durante la quale
studenti neri erano scesi in piazza contro la politica segregazionista del
National Party, per essere poi duramente repressi dalla polizia, che uccise
diverse centinaia di persone durante i dieci giorni di scontri. Dopo la
rivolta, per i funzionari razzisti sudafricani, divvenne fondamentale
l'eliminazione fisica di Biko.
L'occasione venne quando Biko fu fermato in un posto di blocco della
polizia e arrestato con l'accusa di terrorismo il 18 agosto 1977. In caserma fu
interrogato per ventidue ore di fila, picchiato e torturato dagli ufficiali di
polizia Harold Snyman e Gideon Nieuwoudt nella stanza interrogatori 619.A causa
del vile pestaggio Biko entrò in coma.
A questo punto i due sbirri lo ammanettarono e caricarono nudo nel
bagagliaio della loro Land Rover per portarlo al carcere di Pretoria distante
1100 Km. Morì il 12 settembre 1977 a causa di una vasta emorragia cerebrale
appena arrivato a Pretoria.
La polizia subito spiegò la morte come la conseguenza di un
ipotetico sciopero della fame, ma l'autopsia rivelò le ferite del pestaggio tra
cui quella mortale alla testa. Nonostante le prove evidenti del brutale
omicidio la polizia riuscì ad insabbiare la storia.
Solo i gironalisti Helen Zille e Donald Woods, molto amici di Biko,
qualche tempo dopo, riuscirono con un costante lavoro di controinchiesta a far
emergere la verità sull'assassinio del loro amico.
Data la popolarità di Biko la notizia della sua morte si diffuse
rapidamente aprendo molti occhi sulla brutalità del regime Sud Africano.
Al suo funerale parteciparono decine di migliaia di persone.
I giornalisti che indagarono su questa storia furono costretti a
scappare dal Sud Africa a causa delle persecuzioni della polizia e nessuno dei
due poliziotti omicidi fu mai processato dal governo razziata bianco né dal
successivo governo "democratico".