..............................................................................................................L' azione diretta è figlia della ragione e della ribellione

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lunedì 3 maggio 2021

Canzone del maggio di Fabrizio De André

Anche se il nostro maggio

ha fatto a meno del vostro coraggio

se la paura di guardare

vi ha fatto chinare il mento

se il fuoco ha risparmiato

le vostre Millecento

anche se voi vi credete assolti

siete lo stesso coinvolti.

 E se vi siete detti

non sta succedendo niente,

le fabbriche riapriranno,

arresteranno qualche studente

convinti che fosse un gioco

a cui avremmo giocato poco

provate pure a credevi assolti

siete lo stesso coinvolti.

 Anche se avete chiuso

le vostre porte sul nostro muso

la notte che le pantere

ci mordevano il sedere

lasciamoci in buonafede

massacrare sui marciapiedi

anche se ora ve ne fregate,

voi quella notte voi c'eravate.

 E se nei vostri quartieri

tutto è rimasto come ieri,

senza le barricate

senza feriti, senza granate,

se avete preso per buone

le "verità" della televisione

anche se allora vi siete assolti

siete lo stesso coinvolti.

 E se credente ora

che tutto sia come prima

perché avete votato ancora

la sicurezza, la disciplina,

convinti di allontanare

la paura di cambiare

 verremo ancora alle vostre porte

e grideremo ancora più forte

per quanto voi vi crediate assolti

siete per sempre coinvolti,

per quanto voi vi crediate assolti

siete per sempre coinvolti.

  

Il poeta dell’anarchia, Fabrizio Cristiano De André (1940-1999) è un cantore dell’anarchia, uno dei maggiori poeti del ‘900. Tutto è nato quando frequentava il liceo, 1956. Il padre gli porta dalla Francia un disco (78 giri) di Georges Brassens, cantautore anarchico, ed è subito amore per il pensiero libertario che si porterà addosso tutta la vita. Le letture che seguono sono Malatesta, Kropotkin, Stirner.

Gli amici sono Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli, l’ansia per una giustizia sociale calpestata lo porterà spesso a scontrarsi con i pregiudizi politici e conformisti del suo tempo. Nell’opera tutta di De André si scorge la sensibilità del dolore e, nel contempo, la coscienza del piacere di essere un viandante del tempo. Un uomo alla “rovescia” che fa della sua anarchia il principio di tutte le disobbedienze dell’anima bella.